CAGLIONI DARIO

 

Bergamo

 

insegnante di attività motorie per l'infanzia di 2° Livello V.N.D.


 

Oggi, Giovedì 8 Aprile 2010 dalle ore 14,00 alle 15,00 si è svolta l'esaminazione del candidato Caglioni Dario.
Dopo l'esaminazione, la Commissione presieduta dal maestro dello sport Alessio Peluso, in seguito ai brillanti esiti ottenuti, lo certificano conferendogli la qualifica più che meritata di insegnante di secondo livello per l'infanzia.

 

Curriculum Vita

 

Nato a Trescore Balneario il 28/03/1986
residente a Bianzano
altezza 1,86
Kg. 65 Laureato in Lettere
Professione: insegnante

  • Presidente u.s. Bianzano calcioha partecipato a diversi corsi dell'APPORT (associazione Italiana Preparatori Portieri di Calcio)
    E' stato portiere di calcio in varie squadre.
    Pallavol, basket, atletica, preparatore portieri settore giovanile (pol.Casazza), volontario responsabile presso il Centro Ricreativo Estivo sky diver (brevetto di immersionista)
    istruttore EHO/CNSL di primo livello per bambini
  • Istruttore EHO/CNSL di secondo livello per l'infanzia
  • Attualmente effettua corsi di "Avviamento alla pratica ludica e alla relazione di gruppo attraverso i giochi e gli sport di squadra" presso la Scuola Materna.
  • E' preparatore di portieri del settore giovanile e della prima squadra dell'A.S.D Casazza Calcio.
  • E' istruttore Scuola Calcio Atalanta con qualifica Preparatore Portieri.

...i complimenti abbondano...

 

Ciao grande Dario

 

cell: 348-475.36.74

 

Caro Dario...un benvenuto anche a te nella nostra scuola.
Ricollegandomi al "tuo" cavallo di battaglia "NEMO ME IMPUNE LACESSIT" (nessuno mi sfida impunemente) ti auguro a nome della scuola professionale che rappresento, di affrontare sempre l'educazione e la crescita dei tuoi allievi con l'entusiasmo che mi hai saputo trasferire mentre ti formavo. A.P.

 

Dario Caglioni e Alessio Peluso

 

Dario Caglioni

 

Svolgimento d'esame di Dario

 

LE MOTIVAZIONI CHE MI HANNO SPINTO A FREQUENTARE IL CORSO PER ISTRUTTORE PER L'INFANZIA.

 

Cerco di raccogliere i pensieri e soprattutto le parole per scrivere un tema che in questo momento ha per me un valore non solo tecnico, accademico, ma anche affettivo, sentimentale oserei dire. Motivazioni.. Magari ne parlerò più approfonditamente in seguito, andando se possibile nei particolari. Ciò che mi ha portato qui non è una motivazione, una causa specifica; quello che mi ha spinto ad affrontare quest’esperienza, come tante altre nella mia vita è ciò che definirei piuttosto “la forza delle motivazioni”. Cito una frase di Frank Michael, che recita pressappoco così: “Presto o tardi, l’uomo che vince, è colui che pensa di riuscirci”. Questo “pensare di riuscirci”, non va erroneamente catalogato come presunzione del tipo “più ci si gonfia più si diventa grandi”, tutt’altro. Colui che vuole andare avanti, nello sport come nella vita, deve fissare un obbiettivo, puntarlo e crederci fino in fondo. La differenza secondo me non la fanno questa o quest’altra motivazione, bensì la “Ricerca delle motivazioni”, soprattutto in momenti di burrasca. E’ difficile in situazioni dove manca la serenità trovare un punto fermo che ti spinga ad uscire, a crederci ancora, per questo ritengo che se una persona ha fatto propria la “Ricerca delle motivazioni”, l’ha fatta diventare uno “stile di vita”, a quel punto, come me, decide ancora una volta, di intraprendere un’esperienza come questa. Le motivazioni poi vengono da sole, magari anche durante il percorso; alcune se ne vanno per lasciar spazio ad altre o viceversa. La mia storia sportiva inizia alcuni anni fa con la presunzione o l’arroganza di voler arrivare a tutti i costi, senza accettare di misurarmi con gli altri e dimenticando soprattutto di confrontarmi con me stesso: con i miei pregi ed i miei difetti. Un atleta che non ha un minimo di consapevolezza, pur essendo potenzialmente un “campione”, non farà mai il cosiddetto “salto di qualità” perché non ne sentirà mai la necessità. Per me è stato così, ahimé, per molto tempo. Ne ho pagato le conseguenze, restando “al palo” come si suol dire. Dai campi di Promozione, Prima, Seconda, Terza Categoria ai quali avevo aspirato, mi trovavo ad un certo punto in una palestrina ad allenarmi e ad allenare un ragazzino di dodici anni, Michael. Il primo ragazzo in assoluto che ho iniziato ad allenare. Ma scopro, dopo un po’ di tempo, che l’impegno che ho preso con questo ragazzo, si fa più serio: la mia sola buona volontà non basta più. E’ la scoperta di una nuova “vocazione”, quella dell’allenatore. Da Michael e grazie a lui, alleno da tre anni tanti altri portieri e portierini: Alex, Andrea, Mattia, Emanuele, Fabio, Edison, Iva, e tanti, tanti altri. Cosa centra tutto ciò con il Corso di Istruttori? Come accennai prima, con Michael, il primo “allievo”, mi resi conto che con l’arroganza, con la superbia, non si arriva da nessuna parte. E’ la voglia di migliorare, per se e per gli altri soprattutto, che ti porta a vincere le tue paure e a superare l’ostacolo. Per fare tutto ciò però bisogna confrontarsi innanzitutto con se stessi e poi con gli altri. Con se stessi accettando le proprie carenze, con gli altri rendendosi disponibili a colmare queste lacune, facendosi aiutare laddove opportuno. Essere Istruttore del C.O.N.I. Non significa secondo me “essere già maestri”; vuol dire invece mettersi in gioco in prima persona per migliorare e perfezionare il proprio bagaglio personale. E’ chiaro che il sottoscritto, davanti al M° Alessio si è trovato, si è reso conto di essere quasi “fuori - luogo”. Quando incontri una persona che ne sa più di te, le reazioni sono due: o ne prendi le distanze, magari criticandola, oppure accetti lo stacco naturale che c’è e vedi di “rubare” quanto più puoi. Sono questi gli incontri che arricchiscono la tua esperienza, che ti danno la spinta, che ti allenano a cercare sempre e comunque le motivazioni dentro e fuori di te. Lo sport, il calcio in modo particolare, ora, senza andare troppo nei particolari, mi ha salvato la vita. E’ un discorso che ho affrontato spesso anche con Luca, mio fratello o con l’amica Silvia, e lo dico spesso anche a Michael, il mio primo allievo, ora “collega portiere” nell’U.S. Bianzano Calcio: “presto o tardi, l’uomo che vince è colui che pensa di riuscirci”. Grazie a tutti quelli che mi hanno sostenuto e mi sostengono nel mio cammino.

Dario Caglioni

 

 

 

 

 

 

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Dario Caglioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dario Caglioni

 

 

Dario Caglioni


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