--C.O.N.I. E.H.O.
Alessio Peluso personal trainer "Quando lo sport è fatto per la cosa più importante: l'uomO"


Lo sport ed il doping

Per doping si intende l'utilizzo di sostanze sintetiche (chimiche) volte all'aumentare artificiosamente il rendimento o la performance atletica, rispetto a quanto si otterrebbe naturalmente con l'allenamento. L'individuo che ricorre a simili "escamotages" trasgredisce le fondamentali regole di correttezza, rispetto e lealtà nei confronti degli altri.Ciò rappresenta sempre una scelta meschina e riprovevole che va combattuta e punita severamente.

Lo sport professionistico in particolare, oggi come oggi è diventato un affare. La ricerca esasperata del risultato ad ogni costo viene fortemente condizionata da pressioni di stampo economico tant'è vero che moltissimi atleti, pur di emergere sono disposti a tutto.
I farmaci, utilizzati per motivi strettamente sanitari, sono entrati clandestinamente nel mondo dello sport, ma non per curare malattie, ma per migliorare e falsare il rendimento atletico e l'esito stesso delle competizioni.
Vengono così attribuite ai formaci, funzioni che nulla hanno a che vedere con la salute. Questa "nuova" mentalità porta sempre più (ai fruitori) a considerare i farmaci, le pillole a veri e propri beni di consumo utilizzabili per risolvere artificialmente qualsiasi tipo di problema: la pillola per dimagrire, la pillola per far crescere i capelli, la pillola per combattere l'impotenza...e perchè no, la pillola per diventare più forti e grossi o correre più veloci.

Si parla di doping fin dai tempi dell'antica Grecia, ove si utilizzavano erbe di vario tipo (soprattutto funghi) che si riteneva migliorassero la prestazione agonistica. Più tardi anche gli Aztechi utilizzarono i loro "accorgimenti": usavano mangiare il cuore delle loro vittime sacrificali per assimilarne la forza. Inoltre utilizzavano una sostanza estratta dal cactus ritenuta "antifatica". Nel 1900 si utilizzavano zollette di zucchero imbevute di puro alcol; più tardi l'alcol fu sostituito da miscele di stricnina e brandy in cui erano state fatte macerare precedentemente foglie di coca. Fu dal 1950 che le cose cominciarono ad essere più scientifiche e sofisticate: infatti fecero la loro prima comparsa i primi stimolanti prodotti in laboratorio, le anfetamine. Comunque queste pratiche fraudolente reano circoscritte ai soli atleti professionisti e limitate comunque all'utilizzo "in giornata" prima della competizione. Oggi invece il doping interessa sempre più vasti strati della popolazione sportiva.

La società in cui viviamo punta esasperatamente sulla competitività, sull'efficienza e sul successo. Detto ciò, per molti, individui fortemente condizionati o deboli, l'identità coincide con quello che riescono ad esprimere nello sport e la relativa affermazione sportiva. Il prevalere sugli altri diventa l'unica meta da raggiungere con ogni mezzo. Purtroppo questo è vero anche per chi pratica sport a livello dilettantistico ed amatoriale. Pur di evitare delle "brutte figure" di fronte agli amici, cerca un aiuto farmacologico, anche chi semplicemente partecipa a delle gare podistiche o ciclistiche domenicali!

Per chi non accetta il concetto dell'impegno e del sacrificio per ottenere una cosa, è facile cadere nella trappola del doping. Una pillola o una iniezione sempre più spesso diventano la via più comoda nonchè il feticcio illusorio del successo facile. A mio avviso, una delle motivazioni che spingono molti all'utilizzo di sostanze dopanti è quella della mancanza di fiducia in se stessi. Infatti il farmaco viene visto come l'espediente che può dare sicurezza. Solo il semplice fatto di pensare che gli altri utilizzino queste sostanze, può condizionare negativamente e psicologicamente l'atleta ponendolo ad un livello d'inferiorità. Tale preoccupazione nell'individuo prevale sull'orgoglio di dimostrare agli altri il proprio valore onestamente ed induce spesso all'avvio di una spirale comportamentale perversa. Inoltre a mantenere vivo il mito che circonda i farmaci, contribuisce notevolmente la suggestione o l'effetto "placybo". Ad esempio, non importa che la sostanza ingerita sia dopante, l'importante è convincersi che lo sia...così da ottenerne l'effetto...e se si usasse solo l'acqua?! ;-).

Il doping è un fatto di coscienza personale, una scelta che pone l'individuo che ad esso ricorre, come responsabile di fronte a se stesso, alla sua salute, agli altri ed alla Legge. Altri complici della diffusione del doping sono alcuni medici che prescrivono farmaci per indicazioni non terapeutiche ed alcuni farmacisti che li dispensano senza troppi scrupoli senza la relativa ed obbligatoria ricetta.

I controlli a sorpresa hanno smascherato il fenomeno del doping nella sua reale dimensione. Tali controlli hanno stabilito che i soggetti risultati positivi ai test vanno dal 15% al 40%, ma siamo ancora imprecisi per difetto in quanto essendo una pratica illecita, molti la negano ed utilizzano adeguate misure di "mascheramento" prima delle competizioni. Il fatto veramente preoccupante, comunque è che il doping è arrivato a coinvolgere le categorie giovanili ed amatoriali...dove arriveremo?

E' risaputo, i farmaci producono sì benefici ma anche effetti collaterali indesiderati, pertanto solamente il tentativo di recuperare la salute, potrebbe, al limite giustificarne l'impiego. Si possono eventualmente conoscere e prevedere i danni arrecati da un utilizzo di un certo medicinale a dosaggio medico ma è assolutamente impossibile prevedere gli effetti di sovradosaggi dello stesso medicinale per scopi non terapeutici. Spessissimo, assumere farmaci per ottenere vantaggi sportivi NON SEMPRE dimostrati significa esporsi a rischi enormi...chi rischia lo fa per due motivi (o solo uno dei due): o perchè non sà a cosa va incontro o perchè, pur sapendolo accetta i rischi con la speranza di ottenerne dei vantaggi. Spesso i farmaci dopanti vengono acquistati al mercato clandestino nel quale si possono trovare prodotti allestiti in modo illegale e spesso con dosaggi sbagliati o approssimati altamente pericolosi. Le dosi iniettabili possono a volta essere contraffatte, non sterilizzate o contaminate da qualiasi cosa; altre possono essere prive del principio attivo e contenere elementi diversi da quelli riportati in eventuali (contraffatte anche esse) etichette.

Il Ministero della Salute ha formulato una lista contenente tutti i medicinali che potrebbero, per un motivo o per l'altro, essere facilmente assogettati ad un utilizzo improprio. Essi sono medicinali atti a ridurre la fatica o per lo meno la sua percezione, migiorare i riflessi, aumentare la resistenza o la forza muscolare, ridurre il peso corporeo o alterare il battito cardiaco e la respirazione, attenuare l'ansia e mascherare eventuali sostanze vietate all'interno delle urine. Inoltre sono considerate doping anche le trasfusioni del sangue (emotrasfusioni) a scopi sportivi.

Le anfetamine stimolano il sistema nervoso centrale; fanno parte di questa categoria l'Efedrina e la Cocaina. Esse sono usate prevalentemente in ambito medico per ridurre lo stimolo alla fame e combattere in questo modo l'obesità. L'uitlizzo di tali sostanze comunque, comporta anche gravi effetti indesiderati soprattutto a livello cardiovascolare. Dagli atleti vengono assunte per ridurre la fatica, aumentandone la soglia di sopportazione, migliorando così il risultato. L'elevazione della soglia di sopportazione alla fatica così ottenuta, inganna il corpo, portandolo ad un esaurimento fisico estremamente pericoloso, infatti il corpo viene spinto oltre le sue naturali possibilità e limiti. Molteplici sono i casi in cui si sono verificati decessi degli atleti che le avevano utilizzate, soprattutto in sport di lunga durata. Altri effetti correlati al loro utilizzo sono: insonnia, vertigini, tachicardia, mal di testa, ansia, aumento della pressione arteriosa,agitazione e delirio. Infine aumentano notevolmente l'aggressività ed al contmpo problemi di tipo psichiatrico.

Gli anabolizzanti tempo fa venivano utilizzati in campo medico per favorire la sintesi proteica nei pazienti debilitati. Attualmente la loro popolarità è aumentata drasticamente tra gli sportivi fino ad assurgere a fenomeno di massa. Essi vengono utilizzati soprattutto per aumentare in modo abnorme la forza muscolare e soprattutto la massa corporea. Grossi quantitativi di anabolizzanti in effetti aumentano, facendolo crescere, il corpo dell'atleta, a patto però che adotti una appropriata dieta ed un corretto allenamento controllati. I rischi legati all'utilizzo di questi ormoni per la salute sono tantissimi e gravissimi: innanzi tutto a farne per primo le spese è il tessuto connettivo dei tendini e legamenti che forzati in modo intenso ed innaturale cedono rompendosi, creando così gravissimi problemi a tutto il corpo. Motli sono gli effetti tossici apportati da queste sostanze. Nei giovanissimi, purtroppo che li utilizzano, si assiste ad un accrescimento forzato fino al limite del corpo...ma...con l'arresto prematuro ed irrimediabile della crescita dell'apparato scheletrico. Sia nel sesso maschile come in quello femminile si possono verificare fastidiosissimi emissioni a livello cutaneo di untuosità e sfoghi tipo acne cistica, che lasciano sul corpo e sul viso cicatrici indelebili. Nei maschi si assiste a fenomeni di atrofia testicolare e forte diminuzione della fertilità, ciò può inoltre, portare ad una ipertrofia della prostata e problemi all'apparato urinario. Nelle donne, invece, provocano l'abbassamento del tono della voce, tipo quella maschile, irregolarità mestruali e comparsa di tratti somatici tipicamente maschili tipo aumento di peli e anche calvizie. E' da mettere in conto anche l'aumento del colesterolo pericoloso (LDL) e la notevole diminuzione di quello protettivo (HDL) con conseguente aumento di possibilità di ictus ed infarto. Le modifiche d'umore e sintomi altamente depressivi/maniacali sono all'ordine del giorno. Non sono poi pochi i casi in cui essi sono stati la causa di insorgenza di tumori al fegato ed alla prostata.

L'ormone della crescita...

C O N T I N U A . . .